La Scuola



Com'è nato il corso formazione Soloyoga


Mi è stato chiesto di scrivere un breve resoconto sulla nostra formazione in occasione della settima edizione (partita il 20 ottobre 2012 con il primo turno e il 10 novembre 2012 con il secondo)…
Certo, da quando siamo partiti nel 2003 (diplomate 3 persone nel 2004), ne abbiamo fatta di strada! Le nostre linee guida, però, sono rimaste le stesse. Il programma si è indubbiamente arricchito, noi siamo maturati, l’esperienza ci ha portato - spero - a diventare sempre più efficaci, con una didattica più assimilabile. Ma cominciamo dal perché è nata la scuola formazione.

Ho cominciato a insegnare hatha yoga nel 1986 e man mano che gli allievi crescevano li mandavo, se erano interessati a seguire un corso formazione, dal Maestro Carlo Patrian. Avevo fatto anch’io questa scuola e su consiglio di Patrian stesso mi sono recata a Rishikesh, su invito di Swami Yogaswarupananda, e successivamente a Lonavla e Mumbai.
Maturando queste esperienze mi sono poi imbattuta in un corso di Bob Smith di Seattle che mi ha aperto la strada verso l’approfondimento dell’anatomia applicata allo yoga. Partendo dalla conoscenza della nostra struttura diventiamo più consapevoli del corpo e dei suoi movimenti, quindi del respiro, quindi dell’energia che circola… e questo è esattamente l’intento dell’hatha yoga! Adesso lo hanno capito in tanti ma a quel tempo Bob era uno dei pochissimi ad esserne seriamente convinto.

Quando poi un gruppetto di allievi mi ha chiesto di guidare a mia volta un corso formazione mi sono fatta prendere da mille dubbi: sarò capace? Voglio questa responsabilità? Sarò credibile? Sono pronta? E cose di questo tipo. Allora, come avevo già fatto in altre occasioni, sono andata dal Maestro Patrian e gli ho spiegato la mia situazione. Patrian subito senza alcuna esitazione mi ha detto: vai, comincia, vedrai che sarà una esperienza positiva e tienimi informato. Così è stato, ho cominciato, l’ho tenuto informato e ho continuato a collaborare con lui rimanendo in ottimi rapporti fino alla fine.
Nel corso, dunque, ho fatto convergere le esperienze maturate da Patrian, quelle degli incontri internazionali, l’insegnamento di Bob Smith più tutto quello che mi è apparso utile nel corso dei miei 18 anni di insegnamento.
Ho incontrato e continuo a incontrare persone che praticano yoga per i più svariati motivi, gente vera, con problemi fisici veri talvolta anche gravi, altri più atletici, altri più intellettuali, e tutto questo bagaglio ho cercato di portarlo dentro la formazione.

Ho trovato fin da subito - ed è stata una gran fortuna - dei collaboratori validi ed entusiasti di condividere questa esperienza e di fare questo percorso con me. In primo luogo la dottoressa Chiara Mariani, che nei primi corsi ha curato sia l’anatomia che la fisiologia applicate allo yoga. Adesso, che ha i suoi studi da medico di base e i suoi due figli nati durante questi anni, ha meno tempo ma continua il suo impegno con noi, cura la fisiologia nel secondo anno e alcuni approfondimenti nella formazione master 500 ore.
Per l’anatomia del primo anno abbiamo adesso la giovane ma molto professionale osteopata Chiara Cornacchia, che ha seguito anche il corso formazione in trasferta in Puglia.
Dagli inizi è con noi anche Giusy Boscolo, psicologa clinica, che cura gli aspetti degli effetti di meditazione e rilassamento nonché il pericolo rappresentato dall’attaccamento ad un guru - soprattutto se colui o colei è fasullo - o il coinvolgimento con una setta.
Abbiamo poi la collaborazione di Erica Ardenti (scrittrice, autrice de libro “Litang, ai confini del Tibet), sulla meditazione buddhista, Enza Minniti sulla filosofia greca, Serena Cazzola su gestualità e uso della voce.

Come accennavo sopra le linee guida sono rimaste quelle dei primi corsi, seguiamo le regole etiche della Yoga Alliance in cui ci riconosciamo.
Riteniamo che lo yoga sia asana, pranayama, meditazione, ma anche studio dei testi, e infine mettere in pratica ciò in cui dichiariamo di credere. Non rimanere nella teoria, questa è la vera spiritualità… per nulla facile da realizzare!

Il detto olandese “ als je je ogen dicht doet , wat je dan ziet is van jou” quando chiudi gli occhi quello che vedi è tuo, e solo quello, sta bene nell’idea dello yoga di semplificare e sdrammatizzare. Diceva Swami Sivananda “se hai 4 camicie regalane 2 perché due ti bastano”, cioè buttiamo il superfluo e ricordiamoci che il possesso crea problemi, non solo quello materiale ma anche l’attaccamento alle persone e le aspettative che poniamo in essi.

Un po’ per questo e un po’ perché la mia prima insegnante Anne Freeman a Jakarta mi aveva praticamente imposto l’idea che lo yoga è un regalo che ti viene dato e non puoi arricchirti con quello (del resto anche Swami Yogaswarupananda insiste sempre sul fatto che lo yoga dovrebbe possibilmente essere un secondo lavoro: se è la fonte di reddito principale, che serve per pagare le bollette, si rischia di dover scendere a compromessi che spesso condizionano la qualità dell’insegnamento), per questo dunque cerchiamo nel corso formazione di mantenere i costi ragionevoli, soprattutto adesso che i soldi sono davvero pochi. Facciamo pagare le quote a rate e confidiamo - talvolta a nostro danno - nel senso etico dei nostri allievi.

Siamo attualmente alla settima edizione; negli anni passati abbiamo diplomato più di 80 allievi e ne siamo orgogliosi. Possono sembrare pochi, ma la nostra politica ci suggerisce di non fare gruppi di più di 15 persone.
Dico “siamo” perché tutto questo non sarebbe possibile se non avessimo una stretta e affettuosa collaborazione: il nostro consiglio, la vice presidente Carola Camerini che adesso ci lascia per motivi personali, la nostra tesoriera e segretaria Rosy Spinazzi, i membri del consiglio Paola Magnoleretto che attualmente si prende cura del sito rinnovato, e Cristina Mascherpa che si occupa anche della grafica e dei nostri volantini.
Ci sono poi tanti simpatizzanti, nonché diplomati, che anche finito il loro corso restano disponibili a darci una mano nella associazione e nei corsi: è così che abbiamo la possibilità di dare alle nostre proposte una certa impronta e continuità.

Durante la malattia del Maestro Carlo Patrian purtroppo ho visto da vicino morire il suo storico corso formazione (ho avuto il privilegio di tenere una lezione prima degli esami dell'ultima edizione), poi ho visto i suoi libri messi in vendita… e per me questo è stato la spinta verso la creazione di una associazione che si occupasse di formazione, ma più in generale di diffondere lo yoga. Nel contempo l’associazione e i nostri allievi master saranno e sono la continuità e i custodi della mia biblioteca che mi auguro rimanga unita: la raccolta di una vita non deve andare persa quando non sarò più in grado di guidare i corsi.

“Come una persona indossa vestiti nuovi e lascia quelli usati,
così l’anima si riveste di nuovi corpi materiali abbandonando quelli vecchi e inutili”

(Bhagavad Gita II,24)

Om shanti a tutti voi!
Oddio mi sono accorta che non è stato breve!

Alexandra van Oosterum

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