La posizione del Mese

a cura di Cristina Mascherpa




Ustrasana




Cuori di Ustrasana sono l'allungamento degli inguini e l'apertura della regione dorsale, sostenuta dalle scapole che si cercano.
La versione con dita dei piedi girate (se comoda) rende l'incontro mani piedi più agevole (minore distanza).
L'entrata nella posizione può avvenire dal basso o dall'alto.
Dal basso: si parte in vajrasana con le mani appoggiate ai tendini d'achille. Premendo si fa avanzare il bacino (coda sotto) mantenendo l'apertura delle spalle e le scapole avvicinate e si entra nell'inarcamento in più andirivieni, cercando di abitarlo gradualmente passando attraverso le resistenze che si incontrano. La testa si riversa all'indietro solo se c'è spazio, se non c'è risentimento cervicale, altrimenti rimane in posizione di sicurezza, con le vertebre cervicali distese e mento che indirizza verso lo sterno.
Dall'alto: con il bacino sopra alle ginocchia ci si inarca all'indietro (saggiando l'allungamento degli inguini e la caduta in apertura delle spalle), prima col sostegno delle mani ai reni e poi lasciando cadere le braccia in modo che raggiungano i tendini d'achille.
Può essere utile per questa procedura avere dei mattoni pronti ai lati delle caviglie. Anche qui la posizione della testa dipende dalla comodità raggiunta dalle spalle-dorso e dalle personali limitazioni a livello cervicale.
Nel mantenimento della posizione si alimenta un inarcamento totale della colonna (non solo lombare), un aprirsi verso l'alto sia della regione gastrica che di quella del cuore.




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